Arte&Stile

Renato Casaro

E i più bei manifesti della storia del Cinema

di Lavinia Colonna Preti
Renato Casaro e i più bei manifesti della storia del Cinema — Veneto Secrets

A Treviso, una mostra racconta i più bei manifesti della storia del grande schermo attraverso il lavoro dell'ultimo "pittore del cinema", il grande Renato Casaro.

Tra i mestieri d’artista, il cartellonista di film o, più romanticamente, il “pittore” di locandine cinematografiche è forse tra i meno conosciuti e più affascinanti.
Un lavoro nato nel dopoguerra, quando le major iniziano a produrre le pellicole del grande schermo esportando in tutto il mondo il “sogno americano”, che si basa completamente su tecniche manuali, come la matita e le tempere, sino all’avvento della computer graphics.

Se la scuola italiana di manifesti cinematografici è la più famosa al mondo, il trevigiano Renato Casaro, a detta dei più importanti registi, da Sergio Leone a Giuseppe Tornatore, sino, più recentemente, a Quentin Tarantino che lo ha voluto per il suo ultimo film, ne è la punta di diamante.

Renato Casaro e i più bei manifesti della storia del Cinema — Veneto Secrets

A lui, 1500 locandine alle spalle, una vita (stra) vissuta tra Roma, Hollywood, Monaco e la Costa del Sol, è dedicata la mostra “Renato Casaro, l’ultimo cartellonista del cinema. Treviso, Roma, Hollywood” con cui ha inaugurato a Treviso, il 12 giugno scorso, il nuovo Museo Nazionale Collezione Salce.

La retrospettiva, allestita in tre suggestive location – la nuova sede della Salce nell’ex Chiesa di Santa Margherita, il complesso di San Gaetano e il Museo Santa Caterina, parte del polo museale civico – racconta, attraverso manifesti, disegni, bozzetti di studio e gli “originali”, ovvero l’opera finita che serviva per stampare il manifesto, oltre 170 film tra i più importanti della storia del cinema.

Casaro, classe 1935, fuoriclasse genio creativo, è tra gli artisti che maggiormente ha innovato questa forma d’arte. Complice il suo talento nel disegno, inizia a realizzare le “sagome” per la promozione delle pellicole nei cinema trevigiani, e, spinto da un immediato e positivo riscontro, nel 1954, a soli 19 anni, parte per Roma dove lavora presso il celebre Augusto Favalli fino al 1957 quando apre il suo studio, dando il via ad una folgorante carriera.

Renato Casaro e i più bei manifesti della storia del Cinema
Renato Casaro e i più bei manifesti della storia del Cinema

Il film è il mio hobby. Il mio hobby è il mestiere. Il mestiere è la mia vita. E la mia vita è un film in technicolor e cinemascope.

(Renato Casaro)

In 70 anni di attività, Casaro ha lavorato con i più grandi registi del cinema, da Jean-Jeacques Annaud a Ingmar Bergman, da Bernardo Bertolucci a Luc Besson, Da Francis Ford Coppola a Sidney Lumet, da Sergio Leone a Giuseppe Tornatore.

La mostra, curata da Roberto Festi, Eugenio Manzato e Maurizio Baroni, inizia con i primi lavori di Casaro, soprattutto per i generi all’ora in voga a Cinecittà come i film storici, quelli comici, gli horror, i mitici western all’italiana. Quest’ultimo filone in particolare gli porterà molta fortuna, tanto che collaborerà spesso con Sergio Leone e i suoi indimenticabili cult, come la riedizione de Il buono, il brutto e il cattivo. E’ l’avvio della sua carriera internazionale e, dopo un inizio a pennello e tempere, l’artista si perfeziona sempre di più nella tecnica dell’aerografo, che gli consente di raggiungere quella resa iperrealista che, insieme alle sue doti di ritrattista e genio compositivo, lo farà lavorare con tutti i grandi e a realizzare alcuni tra i più famosi blockbuster degli anni ’90.

Sono a sua firma, infatti, alcuni dei manifesti che hanno cambiato la storia del cinema, come quello di Nikita, la cui composizione – la macchia di sangue in primo piano con l’elegante silhouette della spia di schiena su un piano parallelo diverso – è a detta di molti critici uno dei più significativi dell’epoca moderna, ma anche C’era una volta in America, Il tè nel deserto, L’ultimo imperatore, Balla coi lupi, Rambo, 007 Mai dire mai, e tantissimi altri.

Renato Casaro e i più bei manifesti della storia del Cinema
Renato Casaro e i più bei manifesti della storia del Cinema

Gli aneddoti sarebbero davvero molti da raccontare. Come la mitica locandina di Lo chiamavano Trinità – Casaro praticamente realizza tutti i film del duo Bud Spencer e Terence Hill – da cui è il regista a prendere ispirazione, facendola poi diventare una scena del film. A Quando Clint Eastwood entra, a sorpresa, nel suo studio di Roma per chiedergli di comprare una delle locandine che lo ritraevano.

La mostra offre l’occasione di visitare anche la bellissima nuova sede del Museo Nazionale Collezione Salce, il secondo più grande al mondo di manifesti pubblicitari dopo il Musée de la Publicité di Parigi con oltre 50.000 manifesti perfettamente catalogati digitalmente e consultabili sul sito dei Beni Culturali. Il Museo, ospitato all’interno di Santa Margherita, risalente al XIII secolo, è frutto di un importante lavoro di restauro conservativo, guidato dall’architetto Chiara Matteazzi, che ha visto l’ex chiesa protagonista di un progetto architettonico all’avanguardia.
Un enorme caveau in cemento armato è stato, infatti, costruito al centro della navata principale per custodire tutti i preziosi manifesti della Collezione, assicurando anche la loro perfetta conservazione.

Renato Casaro e i più bei manifesti della storia del Cinema — Veneto Secrets

Sopra allo scenografico parallelepipedo, una terrazza panoramica ospita le mostre temporanee, offrendo un’inedita vista sull’architettura originale di pregio della struttura. Completa la bellezza dell’esperienza museale una narrazione di digital art, creata dallo studio Pepper’s Ghost, che immerge il visitatore nelle locandine e nelle musiche dei film più famosi, dando anche la possibilità di divertirsi con postazioni multimediali e una cascata digitale interattiva con acqua immateriale che “sgorga” dal caveau a simboleggiarne il flusso creativo.

La magia del grande schermo è davvero tutta qui, tra i tratti dei divi resi immortali dalla mano Renato Casaro, l’ultimo pittore del cinema.

Info utili

La mostra rimarrà aperta sino a maggio 2022.
Museo Nazionale Collezione Salce
Museo Santa Caterina
Grafiche Antiga per acquisto del bellissimo catalogo della mostra.

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