
Dalla Vergine in preghiera di Hayez alle ceramiche di Picasso, fino alla prima opera interattiva creata dall’AI esposta in una fondazione d'arte italiana: sono solo alcune delle novità di Palazzo Maffei a Verona, oggi considerato tra i più bei musei privati d’Europa.
Affacciato sulla scenografica Piazza delle Erbe, Palazzo Maffei ospita un progetto museale tra i più incredibili al mondo. Questo splendido palazzo rinascimentale custodisce oltre 700 opere che coprono 4.000 anni di storia, nato dalla passione totalizzante di Luigi Carlon, imprenditore e mecenate che qui ha raccolto sogni, intuizioni e azzardi di una vita da collezionista.
Una missione nata in famiglia, iniziata con l’amore per l’arte veronese e per il Futurismo, per poi aprirsi alle grandi avanguardie e agli artisti che hanno cambiato il mondo, da Canova a Picasso.


L’arte è la forma più alta della speranza.
(Gerhard Richter)
L’Allestimento: un Dialogo tra Epoche
Oggi diretto da Vanessa Carlon Valerio, il percorso della Collezione si snoda attraverso 29 stanze su due livelli. L’allestimento, curato da Gabriella Belli e Luigi Carlon stesso, si distingue per un’audacia eclettica che ha dato vita a vere e proprie Wunderkammer dagli accostamenti geniali.
È così che, con grande impatto emozionale e visivo, un busto in marmo di Marco Aurelio si ritrova affiancato ai Gladiatori nella stanza di Giorgio de Chirico, mentre in un’altra sala una scultura di Antonio Canova dialoga con le installazioni site-specific di Chiara Dynys e le opere di Giulio Paolini e Vittorio Matino.

La Collezione: dall’Archeologia ai Grandi del Novecento
Il Palazzo, costruito sui resti di un tempio di Giove Capitolino e fatto erigere dai banchieri Maffei nel ‘600, è un luogo denso di storia. La Collezione Carlon spazia dall’archeologia greco-romana al design, includendo maestri veronesi come Altichiero da Verona e Paolo Caliari, fino a chi la città l’ha rappresentata nella sua piena bellezza come il vedutista Gaspar van Wittel, nomi immortali come Mantegna, Dürer, Boldini, Modigliani e Casorati.
Non mancano i padri dell’arte moderna — Magritte, Kandinskij, Mirò, Fontana, Burri — e i contemporanei come Cattelan ed Erlich.
La caccia della famiglia Carlon “al capolavoro” prosegue tutt’oggi: ne è un esempio La Grande Onda di Kanagawa di Hokusai, di cui sono rimaste pochissime copie, con qualche decina di musei al mondo che ne possiedono, e che è finalmente giunta al Museo nel 2023 dopo ben 45 anni di ricerca costante.


Il Futuro dell’Arte: AI e Nuove Acquisizioni
Palazzo Maffei guarda al futuro e ai giovani, sognando di scovare il “Mantegna del domani”. È stata la prima fondazione d’arte in Italia a esporre un’opera creata con l’Intelligenza Artificiale: Borderland.
Una grande tela digitale che fonde e rielabora opere di maestri esposti nel Museo come Picasso, Boldini, de Chirico, Hokusai, van Wittel, Brentana e molti altri della collezione Carlon, attivando un processo di conoscenze per l’intelligenza artificiale che interagisce anche con il visitatore.


Tra le nuove acquisizioni da non perdere:
• Francesco Hayez: La Vergine in preghiera (1840), esposta nella sala dedicata alla maternità
• Albrecht Dürer: la xilografia La cattura di Cristo (1510), esposta della Sala degli Stucchi
• Felice Casorati: il capolavoro assoluto Il Sogno del Melograno (1912), simbolo di fertilità a cui è dedicata un’intera sala
• Ed ancora opere di Stephan Balkenhol, Paul Klee, Osvaldo Licini, ceramiche di Picasso…Ognuna di esse racconta un capitolo di storia dell’arte mondiale e può essere conosciuta più da vicino in uno dei tanti eventi organizzati da Vanessa Carlon ed il suo team insieme ad artisti, curatori e storici dell’arte.


Un Luogo che fa bene all’Anima
Il museo è anche un rifugio di benessere: attraverso il Progetto Minerva, in collaborazione con l’Università di Verona, si sperimenta come l’esperienza artistica possa migliorare la salute mentale.
E per un’immediata felicità, si può visitare, all’ultimo piano del Museo, la splendida terrazza panoramica con vista su Piazza delle Erbe decorata con statue di tufo di Gabriele Brunelli, tra cui spicca un particolare Ercole sul modello farnese realizzato con un blocco di marmo trovato nel Rinascimento durante gli scavi (unica, infatti, di colore diverso dalle altre).
Il segreto
Palazzo Maffei, il cui architetto resta tuttora ignoto, custodisce meraviglie segrete come la scala a chiocciola dell’entrata. Definita da Scipione Maffei “tutta in aria”, sale dalle cantine fino al tetto senza alcun sostegno visibile. Proprio qui fluttua la scultura Cometa di Anna Galtarossa: un’installazione site-specific di 13 metri che ruota lentamente, creando un’esperienza immersiva tra sogno e realtà.
La Terrazza Panoramica
Info utili
Palazzo Maffei
Piazza Erbe 38
37121 Verona
Tel. + 39 045 5118529
Biglietto intero: 15 euro
Visita alla Terrazza: 5 euro
Per eventi, visite guidate ed altre offerte consultare il sito del Museo









































