
Cosa vedere a Malamocco, piccolo borgo situato a sud dell’Isola del Lido di Venezia, per andare alla scoperta dei luoghi amati da Corto Maltese e del fascino autentico della Laguna veneta nativa.
Malamocco è uno dei più antichi insediamenti della laguna di Venezia, un luogo che affonda le sue radici nell’epoca romana e che ancora oggi ci incanta per la sua allure sospesa nel tempo e nello spazio.
Per arrivarci, c’è un mezzo di grande charme: il ferry boat numero 17 che dal Tronchetto in 30 minuti circa arriva al Lido, da cui si può proseguire in macchina fino a Malamocco.


Nell’ aria c’era una calma assoluta, si sentiva soltanto il rumore dello scorrere regolare dell’acqua lungo gli scafi, e quello delle sporadiche raffiche di vento che distendevano la vela con secche e sonore frustate.
(H. Pratt, Una ballata del mare salato)
Il borgo di Malamocco è diventato famoso internazionalmente perché qui visse il grande fumettista Hugo Pratt (1927 -1995), creatore di Corto Maltese, gentiluomo di fortuna e uno degli avventurieri più affascinanti della storia della letteratura.
Innamoratosi di questo borgo, Pratt acquistò una casa immersa nella natura e ambientò alcune delle avventure di Corto Maltese. “La più grande tra le ultime case di Malamocco, con un attico la cui terrazza si affaccia sul mare, è quella di Hugo Pratt: qui il maestro amava rifugiarsi dopo i suoi vagabondaggi veneziani.” Una frase tratta dalla bellissima guida “Corte Sconto La Guida di Corto Maltese alla Venezia Nascosta” scritta da due suoi amici e collaboratori: Guido Fuga e Lele Vianello che tutt’ora vive e lavora a Malamocco.

Per dormire, si può prenotare al Relais Alberti, situato proprio di fianco la Chiesa di Santa Maria Assunta nella piazza principale, una dimora storica dove sentirsi a casa immersi nel lusso discreto delle antiche case veneziane.
Il palazzetto era di proprietà della famiglia Alberti e, quando Venezia fu colpita dalla più tremenda epidemia di peste della sua storia, il ricco patrizio Pietro Cesare Alberti (1608-1655) fu costretto a fuggire per tentare di salvarsi da morte certa.


Pietro Alberti si stabilì in quella che sarà New York, diventando così il primo di milioni di Italoamericani che sarebbero poi venuti a formare una parte vitale della cultura americana, tanto che il 2 giugno ancora si commemora il “Pietro Alberti Day” a New York.
Al Relais Alberti la locandiera Micaela e il suo staff sapranno condurvi alla scoperta delle bellezze del borgo di Malamocco o prenotare varie esperienze come le celebri cooking class.

Le 12 camere sono tutte arredate nello stile aristocratico del ‘700 veneziano. Bellissime le zone comuni: la Corte degli Agrumi, per cocktail all’aperto e momenti di relax, la Barchessa affrescata che ospita la ricca colazione “home made” d’estate e la Sala del Camino d’inverno, la Sala del Te e il Salone d’entrata.
Corto Maltese frequentava la Trattoria da Scarso, ma, se fosse oggi, andrebbe alla Trattoria Ponte del Borgo, detta anche da Mauretto, decorata con tanti bellissimi lavori di Hugo Pratt, dove mangiare buon pesce pescato a Pellestrina e scegliere tra i cicchetti al banco come polpette, mozzarelle e fritti, o antipasti, primi e secondi alla carta, tra cui la grigliata mista e la frittura. Mentre per l’aperitivo si può fare una sosta all’Osteria da Richi Ciccin, situata proprio di fianco.


Il giorno dopo si può riprendere il ferry e andare a Pellestrina, meravigliosa isola di pescatori, e andare a mangiare alla romantica Osteria Damare.
In ogni caso non bisogna perdersi il tramonto che a Pellestrina è uno dei più belli del Veneto.

Per il rientro a Venezia, si può prendere il ferry da Pellestrina al Lido e, quindi, da lì al Tronchetto.
Il segreto
Durante il dominio francese, Napoleone ordinò di far rimuovere tutti i leoni scolpiti a Venezia per cancellare il suo simbolo più evocativo. Furono, quindi, assoldati degli scalpellini che rimossero tutte le sculture dei leoni, mentre al Lido e a Malamocco non arrivarono e rimasero quelli originali.





























