Arte&Stile

Fondazione Dries Van Noten

A Venezia a Palazzo Pisani Moretta va in scena la bellezza estrema secondo lo stilista e curatore d'arte belga

di Lavinia Colonna Preti
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A Venezia, la Fondazione Dries Van Noten apre le porte di Palazzo Pisani Moretta con eccezionali esposizioni dedicate all’alto artigianato come linguaggio essenziale dell’identità culturale e alla bellezza più autentica e sovversiva, filosofia di cui è emblema la sua prima mostra "The Only True Protest is Beauty”.

Dries Van Noten, lo stilista belga celebre per il suo uso magistrale dei colori, delle stampe e per la straordinaria sensibilità poetica con cui ha segnato la storia della moda internazionale, ha scelto Venezia per dare forma alla sua visione filosofica più profonda. 

Dopo il suo ritiro dalle passerelle nel 2024, il maestro di Anversa, insieme al compagno Patrick Vangheluwe, nel 2026 ha inaugurato la Fondazione Dries Van Noten con una maestosa esposizione intitolata The Only True Protest is Beauty, un viaggio tra alta moda, arte, e design in cui la bellezza spoglia i panni dell’estetica decorativa per farsi atto di rivoluzione e dialogo umano.

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Venezia è una città plasmata dall’acqua e dall’immaginazione, dove l’artigianato ha il potere di trasformare l’effimero in eterno.

(Dries Van Noten e Patrick Vangheluwe)

Palazzo Pisani Moretta: una dimora di meraviglia sul Canal Grande

A fare da palcoscenico a questa straordinaria mostra è Palazzo Pisani Moretta, uno dei gioielli architettonici più affascinanti di Venezia. Eretto nella seconda metà del XV secolo, il palazzo rappresenta un sublime esempio di stile gotico veneziano, celebre per le sue due eleganti polifore al piano nobile.

Il palazzo assunse l’aspetto attuale nel ‘700 quando la visionaria Chiara Pisani guidò un’audace trasformazione rococò. Sostituì le scale gotiche originali con uno scalone monumentale interno e chiamò i più grandi maestri dell’epoca, tra cui Giambattista Tiepolo, a decorare i soffitti con preziosi affreschi. Dallo zar Paolo di Russia a Joséphine Bonaparte, il palazzo è sempre stato un palcoscenico per ospiti di prestigio. Oggi, la Fondazione Dries Van Noten raccoglie questa straordinaria eredità, trasformandolo in un laboratorio vivo per il dialogo contemporaneo.

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Un percorso tra moda, arte e alto artigianato

Distribuita tra il maestoso piano terra e i due livelli del piano nobile, la mostra si articola in 20 stanze curate da Dries Van Noten e Patrick Vangheluwe in cui oltre 200 opere di talenti affermati ed emergenti dialogano con gli affreschi e le meravigliose stuccature storiche del palazzo.

La moda attraversa l’intero percorso come un filo conduttore. Tra gli accostamenti più sorprendenti spiccano le 15 silhouette d’archivio di Christian Lacroix, tra cui l’iconico modello con croce del 1988 apparso sulla copertina di Vogue e l’abito da sposa del 2009, un dialogo poetico che accosta la maestria sartoriale francese alla tradizione decorativa veneziana.

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Un dialogo esteso anche al contemporaneo che accoglie il lavoro del designer palestinese Ayham Hassan, genio rivelazione delle passerelle, che alla mostra incanta con il suo abito in pelle con squarci argentei.

Tra le varie sale, l’artigianato d’eccellenza e l’esplorazione dei materiali si manifestano in forme inaspettate:
Le ceramiche di Kaori Kurihara: sotto i soffitti affrescati con scene di banchetti e convivi, le opere organiche della ceramista giapponese evocano forme naturali e botaniche ricche di dettagli meticolosi sullo sfondo dei tessuti Bevilacqua.

I gioielli Memento Mori di Codognato: nel salone sormontato dal celebre affresco di Jacopo Guarana i leggendari capolavori memento mori della gioielleria storica veneziana firmati Codognato instaurano una riflessione profonda sulla caducità della vita e sulla memoria, accanto ad abiti concettuali e fotografie d’autore.

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Le sculture di Joseph Arzoumanov: nella meravigliosa Sala della Musica l’artista franco-armeno mette in scena una sontuosa partita a scacchi in materiali preziosi ricreando la concatenazione di eventi che portò all’incontro dei suoi nonni durante la Guerra Fredda, combinando l’artigianato tradizionale di diverse parti del mondo con la robotica e l’intelligenza artificiale.

Ann Carrington: all’interno della storica Cappella votiva, l’artista britannica trasfigura il domestico in divino con le sue composizioni di fiori e zanne spiraliformi interamente realizzate con posate riutilizzate.

Grazie Dries Van Noten e continua a rendere il mondo e Venezia così belli.

Il segreto

Il palazzo è celebre per essere rimasto uno dei pochi lungo il Canal Grande a conservare la suggestiva tradizione dell’illuminazione d’epoca con vere candele di cera. Gli stuccatori settecenteschi (tra cui maestri operanti sulla scia di Giuseppe Torretto) realizzarono per i Pisani una cornice continua di rilievi d’oro e bianco. L’obiettivo non era solo decorativo: gli sbalzi degli stucchi servivano a catturare la luce tremolante delle candele dal basso, creando giochi d’ombra dinamici che davano vita alle figure dipinte sulle volte durante le feste serali.

Info utili

Fondazione Dries Van Noten
Palazzo Pisani Moretta
San Polo, 2766
30125 Venezia
info@fondazionedriesvannoten.org

Ingresso: tramite Friend Card da 22 euro. Poiché Palazzo Pisani Moretta è una dimora storica privata, l’accesso alla mostra avviene esclusivamente tramite la card di adesione al programma Become a Friend, creata per sostenere le attività della Fondazione e la tutela del patrimonio. 

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